Giovani Democratici Liguria

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Il 12 e il 13 maggio elezioni universitarie per il rinnovo Consiglio Nazionale Studenti Universitari

Pubblicato da lucagaribaldi su 9 maggio 2010

I Giovani Democratici a sostegno della lista  UDU e della candidatura di MATTEO BIANCHI

Noi Giovani Democratici riteniamo molto importante partecipare alle elezioni del 12 e 13 maggio e vi invitiamo a dare la vostra preferenza alla lista unica di centro-sinistra “Udu – Liste di sinistra – Liste democratiche”.

Per l’elezione dei 28 componenti del CNSU le sedi universitarie sono raggruppate su base regionale, in quattro distretti, corrispondenti ad altrettanti collegi. La Liguria è nel primo distretto, insieme a Piemonte, Lombardia e Val d’Aosta.

Come Giovani democratici sosterremo la candidatura di MATTEO BIANCHI, rappresentante degli Studenti presso la Facoltà di Giurisprudenza, in quanto riteniamo che una rappresentanza “ligure” all’interno del CNSU sia una grossa opportunità per dare voce a tutti gli universitari liguri e per fornire una lente d’ingrandimento sui loro problemi.

Per queste ragioni ti chiediamo di sostenere il nostro candidato BIANCHI, l’unica candidatura della Liguria, che potrai votare e, se vuoi, far votare in tutte le Università del nostro collegio elettorale:

votando il simbolo UDU e scrivendo la preferenza BIANCHI

Si vota il 12 Maggio dalle 8:30 alle 19:00 e il 13 Maggio dalle 8:30 alle 14:00.

Per votare è necessaria la carta d’identità o il libretto universitario.

La scheda è di colore giallo, si può indicare una sola preferenza accanto al simbolo.

Nelle stesse giornate si terranno le elezioni per il Rinnovo dei Rappresentanti degli Studenti nelle Facoltà
dell’Università di Genova. Puoi trovare i candidati dell’Unioni degli Universitari a questo link

http://www.facebook.com/pages/Unione-degli-Universitari-Genova/114636498555348?v=wall

CHE COS’E’ IL CNSU?

Il consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU) è un organo consultivo di rappresentanza degli studenti, degli specializzandi e dei dottorandi che formula pareri e proposte al ministro dell’istruzione università e ricerca e che è consultato su tutte le principali questioni che riguardano l’università e la ricerca in Italia. In particolare, è ascoltato sui progetti di riordino del sistema universitario, sugli ordinamenti didattici dei corsi di studio universitari, sui progetti di orientamento e per la mobilità studentesca, sui criteri per l’assegnazione e l’utilizzazione del fondo di finanziamento ordinario. Entro un anno dal suo insediamento deve pronunciarsi in merito alla condizione degli studenti e può rivolgere quesiti al ministro circa fatti o eventi di rilevanza nazionale riguardanti la didattica e la condizione studentesca.

Il CNSU, inoltre, elegge tra i suoi membri otto rappresentanti nel Consiglio Universitario Nazionale (CUN). Il CUN è l’organo di rappresentanza dell’intero sistema universitario che svolge funzioni di coordinamento e di consultazione.

Il C.N.S.U. è composto da ventotto componenti eletti dagli studenti iscritti ai corsi di laurea e di laurea specialistica, da un componente eletto dagli iscritti ai corsi di specializzazione e da un componente eletto dagli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca. I componenti sono nominati con decreto del Ministro, durano in carica due anni e sono rieleggibili. Il C.N.S.U. elegge nel proprio seno il Presidente e tre membri che compongono l’Ufficio di Presidenza.

È importante sapere che il C.N.S.U. riveste, nonostante disfunzioni interne che ne impediscono un efficiente funzionamento, un compito forte per la difesa dei diritti, troppo spesso infranti, degli studenti universitari.

PERCHE’ MI CANDIDO

bianchi matteo.jpgMi chiamo Matteo Bianchi, ho 24 anni e sono rappresentante degli Studenti presso la Facoltà di Giurisprudenza di Genova.

Mi sono candidato al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari perché credo in università dalla parte di chi studia: un’università pubblica, laica, libera dall’influenza dei potentati e delle lobby, aperta alla società e al territorio, accessibile a tutti e a tutte senza discriminazioni di censo e di cittadinanza.
Un’università che valorizzi le diversità di cultura e di opinione ricercando la contaminazione interdisciplinare tra sapere scientifico e sapere umanistico contro la frammentazione imposta da logiche di gestione mercantili.
Un’università che promuova la cultura della legalità e dei diritti mettendo al primo posto la trasparenza nella gestione delle risorse, tramite un’informazione costante su entrate, uscite e bilanci.
Un’università ricca di risorse e di talenti, capace di reagire con vigore alla mortificazione del sistema universitario, attuata a colpi di scure dalla Gelmini, da Tremonti e dal governo Berlusconi.
In particolare il nostro Ateneo sta affrontando un periodo di difficoltà: gli studenti hanno già fatto la loro parte in passato, accettando di caricare anche sulle loro spalle il peso del deficit accumulato negli anni scorsi.
Ora é tempo di richiedere vecchi diritti e nuovi servizi, costruendo un processo virtuoso che valorizzi gli studenti come risorsa fondamentale per lo sviluppo della nostra regione.
Vogliamo un’Ateneo realmente democratico dove vengano ampliate la capacità d’azione e la consistenza della rappresentanza studentesca a ogni livello decisionale.
Vogliamo un’Ateneo equo che dia respiro alle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica: è necessaria una riforma della tassazione, collegata alla riforma della governance, per ridistribuire il carico fiscale su un numero maggiore di fasce reddituali. Inoltre chiediamo che la seconda rata sia rateizzabile in due tranche per permettere di dilazionare una spesa altrimenti gravosa per molti.
Vogliamo finalmente godere di servizi all’altezza delle migliori università italiane ed europee:  chiediamo di ampliare l’orario delle biblioteche in tutte le facoltà; di ampliare gli spazi sociali a disposizione degli iscritti e di potenziare la fruizione di quelli già esistenti; di garantire una corretta e rigorosa ripartizione dei fondi per le attività culturali autogestite; di costruire isole WI-FI nelle facoltà che attualmente ne sono sprovviste.
Ci rivolgiamo anche alle istituzioni locali perché permettano a tutti gli studenti, in particolare fuori sede, di vivere in condizioni non proibitive. Il Comune e la Regione devono intervenire per restituire agli universitari l’accesso alla cultura, la possibilità di usare i mezzi pubblici a tariffe agevolate, la disponibilità di alloggi decenti con contratti d’affitto regolari.

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Presentazione Programma

Pubblicato da lucagaribaldi su 15 marzo 2010

Lunedì 15 marzo, ore 17.30. Palazzo Ducale, Salone del Maggior Consiglio, Genova

Claudio Burlando, Massimo D’Alema, Don Andrea Gallo

Cinque anni fa avevamo scommesso sulla forza della Liguria. Una forza che deriva dalla sua storia, dalla sua collocazione geografica, dalle sue capacità produttive e dalla sua cultura.
Ora la forza della nostra regione va liberata completamente, e investita… per il lavoro, il benessere, una vita migliore, una prospettiva per i giovani

invito presentazione programma

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Bersani a Genova

Pubblicato da lucagaribaldi su 2 marzo 2010

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Amministrative ed Europee, le proposte dei candidati dei Giovani Democratici liguri

Pubblicato da lucagaribaldi su 4 giugno 2009

Siamo giovani candidati consiglieri comunali nei nostri territori.

L’Europa è il nostro paese. Siamo una generazione che non ha conosciuto ne frontiere ne divisioni. Abbiamo studiato un Europa che 60 anni fa era dilaniata dal più grande conflitto della storia, dai totalitarismi, dal razzismo, dalla violenza e dall’oppressione. Oggi l’Europa è una grande regione del mondo che vive in pace, la nuova patria di 27 paesi e quasi 500.000 milioni di persone. Abbiamo imparato a conoscere l’Europa grazie all’Erasmus al Leonardo, all’european voluntary service e gli altri programmi di studio e formazione. Siamo la generazione che ha guadagnato e speso i primo soldi in euro, la nostra moneta unica, simbolo di progresso economico. Abbiamo compreso quanto fosse importante il lavoro dell’Unione Europea quando abbiamo visto rinascere i nostri centri storici, le nostre produzioni agricole e le giovani imprese. Il progetto politico e di costituzione dell’Unione Europea rappresenta per noi una grande spinta verso il futuro e il progresso dell’umanità.

Nella difficile fase che l’economia globale sta attraversando, l’Europa diventa indispensabile. E’ inimmaginabile credere che gli stati nazionali possano uscire da questa crisi senza l’Europa. Occorre una visione complessa e una serie di interventi coordinati sul piano comunitario. Negli anni scorsi abbiamo visto l’Unione allargarsi a nuovi paesi, una scelta rischiosa ma altrettanto ambiziosa che ha visto definitivamente risanare una frattura nata negli anni della guerra fredda fra l’europa occidentale con quella orientale; siamo convinti che sia utile andare avanti e guardare all’allargamento e al progresso del processo di integrazione europea.

Noi riteniamo necessario che l’Europa si doti di strumenti strategici per progettare il proprio futuro, fissando in sede comunitaria obiettivi ambiziosi ed affidando agli enti locali dei diversi paesi gli strumenti necessari a rivolgerli. Vogliamo un’Europa dei cittadini prima che degli stati o delle lobbies che attraverso la costruzione di un nuovo assetto istituzionale sia capace di svolgere un ruolo forte nello scacchiere internazionale. Siamo convinti della necessità di una comune ed autorevole politica estera europea e di un sistema di difesa comunitario unico.

Oggi il baricentro politico ed economico del pianeta si è spostato dall’atlantico al mediterraneo. In questa grande area del mondo l’Unione europea deve poter svolgere una funzione di governo dei processi politici ed economici. L’Ue può recitare un ruolo determinante insieme alla nuova amministrazione americana nel processo di pace in medioriente con l’obiettivo certo della sicurezza di Israele e della creazione dello stato palestinese.

Ci sentiamo a pieno titolo cittadini europei. In Europa vogliamo costruire il nostro futuro, il nostro progetto di vita. Il Partito democratico ha segnato nel suo codice genetico l’integrazione europea come priorità ed opportunità per l’Italia e prospettiva politica irrinunciabile per le giovani generazioni. Noi, Giovani democratici, siamo convinti che attraverso il nostro impegno diretto nelle amministrazioni locali riusciremo a dimostrare vogliamo essere il motore di questo processo. Siamo cittadini europei che vogliono costruire gli Stati Uniti d’Europa dal basso mettendosi al servizio della propria comunità, non vogliamo guardare alle divisioni ideologiche di un passato che non abbiamo vissuto, ma combattere la nostra battaglia al fianco di tutte le forze politiche europee, democratiche e socialiste, che condividano con noi la necessità di un rilancio dell’ideale europeista fatto di scelte concrete e quotidiane. A Strasburgo come in ogni singolo comune del nostro paese.

Un New Deal Ecologico, rilanciare l’economia e garantire il futuro.

Per democratizzare l’energia, rilanciare l’economia e garantire la sicurezza degli edifici con la bioedilizia e sperimentare nei nostri comuni forme di mobilità sostenibile

I paesi europei sono impegnati a raggiungere entro il 2020 l’ambizioso obiettivo 20 20 20: Produrre il 20% dell’energia da fonti rinnovabili, risparmiare il 20% del consumo energetico e ridurre del 20% le emissioni di CO2. Non sono solo freddi numeri ma l’unica strada possibile per garantire all’Italia un futuro sostenibile.

Ci candidiamo ad essere nelle amministrazioni le “sentinelle ecologiche” necessarie ad operare nel nostro paese una rivoluzione ambientale ed energetica. Lavoreremo per semplificare ed armonizzare le procedure di autorizzazione sul fotovoltaico e sull’eolico, creare Distretti delle Rinnovabili nelle Regioni, velocizzare le procedure di allaccio alla rete energetica, attivare Campi Solari Condivisi tra comune e cittadini e garantire la formazione permanente dei tecnici comunali sui temi dell’efficienza energetica e l’introduzione nella pubblica amministrazione di nuove figure tecniche in grado di garantire e certificare la sostenibilità delle politiche locali che metteremo in atto. I programmi europei consentono alle amministrazioni di investire importanti risorse nella mobilità sostenibile, dove saremo eletti introdurremo od amplieremo i servizi di bike sharing e car sharing, miglioreremo i servizi pubblici, garantiremo ai cittadini il diritto di potersi muovere riducendo gli alti costi individuali e collettivi di una politica della mobilità vecchia, spesso incapace di promuovere forme di trasporto diverse da quelle tradizionali.

Vogliamo che la politica degli ecoincentivi ceda il passo all’individuazione di eco requisiti obbligatori per tutti, a cominciare dall’edilizia dove attraverso i principi della bioedilizia è possibile costruire edifici più funzionali, che consumino meno energia e al tempo stesso siano più sicuri in caso di calamità naturali. Il futuro e la sicurezza non devono essere “incentivati” ma garantiti. Attraverso la democratizzazione dell’energia vogliamo che tutti i cittadini italiani possano essere messi in condizione di produrre, almeno in parte, l’energia che consumano. Vogliamo cooperare con le istituzioni nazionali ed europee per favorire il sorgere in Italia di un New Deal Ecologico che rilanci l’economia e preservi e valorizzi le risorse naturali e culturali del nostro paese.

L’Europa per tutti, tutti per l’Europa.

Trasparenza nella gestione delle risorse per fare luce sull’Europa che c’è ma non si sa

La commissione europea gestisce un bilancio di 235 euro annui per ogni cittadino per finanziare progetti e misure proposte dal Parlamento Europeo e dal Consiglio d’Europa. Queste risorse garantiscono un impulso costante allo sviluppo economico dei singoli paesi, garantendo la costruzione di nuove infrastrutture, la nascita di attività imprenditoriali e il sostegno dell’agricoltura. Solo attraverso una gestione attenta e trasparente di queste risorse riusciremo a riavvicinare le istituzioni e i cittadini europei, svelando in concreto quanto l’europa può incidere quotidianamente nella vita di ciascuno di noi. Il Rilancio del Mezzogiorno, ad esempio, è un obiettivo dell’intera Europa, noi vogliamo raggiungerlo grazie a politiche in grado di esaltare la qualità dei prodotti dei nostri territori, della nostra cultura, della nostra inventiva e creatività. Per questo vogliamo lanciare campagne di comunicazione che sottraggano gli investimenti europei delle diverse regioni al burocratese degli addetti ai lavori e rendano finalmente possibile a tutti i piccoli imprenditori di accedere a fondi ed opportunità.

Il modello sociale europeo in Italia, una sfida possibile.

Per coniugare diritti e opportunità, realizzare un nuovo piano di edilizia giovanile e l’introduzione di un reddito minimo per gli studenti attraverso i prestiti d’onore.

Espulsi, marginali, semplici da cancellare dal database: questi sono i ragazzi italiani. Numeri di troppo abituati a pensare di contratto in contratto il proprio futuro. Precari non rinnovabili, vittime di una mattanza generazionale, costretti a tornare adolescenti e a cancellare la propria autonomia. Le nostre ragioni possono ritrovarsi qui: nel lavoro e nella sua forza per “liberare l’individuo”. Perchè se c’è un’immagine che questa crisi ci consegna è quella di una generazione che salta per intero; perchè un precario lo si espelle dal mercato del lavoro senza rinnovargli il contratto e una generazione fatta di co.co.pro. la si cancella senza cortei o proteste o ammortizzatori sociali. Ed è una condizione di vita, quella dei giovani italiani, dettata dall’impossibilità di immaginare, costruire e vivere liberamente i propri sogni, che non ha eguali in Europa. Si, una ragazza o un ragazzo che nasce o decide di vivere in Italia, non ha le stesse opportunità di chi nasce o vive in Francia, Germania, Spagna… Per questo la prossima legislatura europea deve portare l’Italia in Europa e deve portare l’Europa in Italia e noi ci candidamo a dare delle risposte alla nostra generazione: reddito minimo durante gli studi e sussidi di disoccupazione universale, risorse per un nuovo piano di edilizia rivolta alle giovani generazioni e nuovi diritti nel mercato del lavoro. Così vogliamo provare a portarci in Europa.

Vogliamo affermare con forza che il modello sociale europeo è compimento e non semplice abbellimento delle democrazie moderne. Oggi si impone la sfida nuova di coniugare diritti ed opportunità, motivazioni personali e un modello di cittadinanza che includa il lavoro nei suoi caratteri costituenti.

Per questo vogliamo impegnarci per un welfare che ampli le opportunità di tutti e che dia finalmente autonomia al progetto di vita di ogni giovane italiano, così come accade in ogni paese europeo. Per questo chiediamo la garanzia di un reddito minimo durante gli studi sotto la forma di un prestito d’onore con amplie agevolazioni per gli studenti meritevoli, un piano per l’edilizia giovanile che dia accesso non solo alla proprietà della casa ma anche alla locazione, il superamento del dualismo contrattuale che regoli la flessibilità e una rete di sussidi di disoccupazione universale centrata sul cittadino come elemento caratteristico dell’appartenza ad una comunità.

Portare l’Italia in Europa significa anche portare l’Europa in Italia introducendo diritti, tutele e modelli che negli altri paesi sono prassi comune da molti anni. Ma vuol dire anche dare forza ad un progetto politico e culturale, quello del Partito Democratico, che non può non sfidare la destra anche sul piano culturale. Il mondo nuovo che uscirà dalla crisi ha bisogno di paradigmi culturali adeguati.

La Strategia di Lisbona, la conoscenza è la nostra ricchezza.

Per introdurre un sistema formativo pubblico omogeneo in Europa e radicare il senso di appartenenza all’unione con il servizio civile europeo.

Crediamo nell’ideale di costruire un’ Europa della conoscenza, dell’istruzione e della ricerca, e non solamente dell’economia. Per questo riteniamo necessario che vengano rilanciati gli Obiettivi della strategia di Lisbona in chiave europea e non solo intergovernativa.

Essendo noi, ad avere l’esigenza di potere guardare all’Europa come un luogo comune di formazione, riteniamo sia fondamentale proprio rispetto alla strategia di Lisbona, investire maggiormente su sistemi formativi omogenei che favoriscano risorse pubbliche destinate alla scuola, all’università, alla ricerca per costruire un sistema formativo pubblico, di qualità, europeo.

Per questo va incrementata la mobilità studentesca, introducendo un Universal Erasmus che consenta a tutti gli studenti europei di vivere un’esperienza di formazione o studio all’estero. Coltiviamo il sogno che, così come la leva militare obbligatoria ha generato nei nostri padri il senso di appartenenza alla comunità nazionale, questo stesso ruolo possa essere svolto oggi da una nuova istituzione. Chiediamo l’introduzione di un servizio civile europeo, aperto a tutti i giovani al termine del percorso di studi obbligatori, che possa radicare nella nostra generazione uno spirito di piena cittadinanza europea. Un esercito senz’armi al servizio della tutela del patrimonio culturale e ambientale, a sostegno delle politiche sociali. Un’Europa di pace, diritti e valori si costruisce con l’impegno di ciascuno, coinvolgendo e responsabilizzando tutti nel compimento dell’ideale europeista.

Imperia

Giorgio Montanari

Marco Dal bon

Sanremo (IM)

Alessandro Lanteri

Flavio Di Malta

Valentina Borea

Jolanda Gurnari

Andrea Zulberti

Fabiana Dumarte

Camporosso (IM)

Gaetano Messina

Simona Pappatico

Carcare (SV)

Chiara Delfino

Albissola Marina (SV)

Francesco Badano

Millesimo (SV)

Luca Giachello

Giulia Grenno

Rossiglione (GE)

Erika Rapetti

Moconesi (GE)

Marco Dondero

Arcola (SP)

Elena Alpinoli

Maria Borzillo

Beverino (SP)

Sonia Canepa

Bolano (SP)

Catia Chiappini

Paolo Ricciardi

Bonassola (SP)

Nau Scarrà

Carlo Daneri

Luca Cozzani

Calice (SP)

Alessandra Rossi

Marco Angeletti

Elisa Coro

Castelnuovo Magra (SP)

Manuele Micocci

Daniele Montebello

Arianna Bonvini

Follo (SP)

Laura Tognetti

Pignone (SP)

Selene Pellistri

Serena Lemonci

Riomaggiore (SP)

Federica Bianchi

Greta Pecunia

Alice Capellini

Rocchetta (SP)

Cristian Beverinotti

Sesta Godano (SP)

Lucia Baldini

Varese Ligure (SP)

Federica Picetti

Vezzano (SP)

Andrea Sacchi

Zignago (SP)

Simone Sivori

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