I Giovani Democratici a sostegno della lista UDU e della candidatura di MATTEO BIANCHI
Noi Giovani Democratici riteniamo molto importante partecipare alle elezioni del 12 e 13 maggio e vi invitiamo a dare la vostra preferenza alla lista unica di centro-sinistra “Udu – Liste di sinistra – Liste democratiche”.
Per l’elezione dei 28 componenti del CNSU le sedi universitarie sono raggruppate su base regionale, in quattro distretti, corrispondenti ad altrettanti collegi. La Liguria è nel primo distretto, insieme a Piemonte, Lombardia e Val d’Aosta.
Come Giovani democratici sosterremo la candidatura di MATTEO BIANCHI, rappresentante degli Studenti presso la Facoltà di Giurisprudenza, in quanto riteniamo che una rappresentanza “ligure” all’interno del CNSU sia una grossa opportunità per dare voce a tutti gli universitari liguri e per fornire una lente d’ingrandimento sui loro problemi.
Per queste ragioni ti chiediamo di sostenere il nostro candidato BIANCHI, l’unica candidatura della Liguria, che potrai votare e, se vuoi, far votare in tutte le Università del nostro collegio elettorale:
votando il simbolo UDU e scrivendo la preferenza BIANCHI
Si vota il 12 Maggio dalle 8:30 alle 19:00 e il 13 Maggio dalle 8:30 alle 14:00.
Per votare è necessaria la carta d’identità o il libretto universitario.
La scheda è di colore giallo, si può indicare una sola preferenza accanto al simbolo.
Nelle stesse giornate si terranno le elezioni per il Rinnovo dei Rappresentanti degli Studenti nelle Facoltà
dell’Università di Genova. Puoi trovare i candidati dell’Unioni degli Universitari a questo link
http://www.facebook.com/pages/Unione-degli-Universitari-Genova/114636498555348?v=wall
CHE COS’E’ IL CNSU?
Il consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU) è un organo consultivo di rappresentanza degli studenti, degli specializzandi e dei dottorandi che formula pareri e proposte al ministro dell’istruzione università e ricerca e che è consultato su tutte le principali questioni che riguardano l’università e la ricerca in Italia. In particolare, è ascoltato sui progetti di riordino del sistema universitario, sugli ordinamenti didattici dei corsi di studio universitari, sui progetti di orientamento e per la mobilità studentesca, sui criteri per l’assegnazione e l’utilizzazione del fondo di finanziamento ordinario. Entro un anno dal suo insediamento deve pronunciarsi in merito alla condizione degli studenti e può rivolgere quesiti al ministro circa fatti o eventi di rilevanza nazionale riguardanti la didattica e la condizione studentesca.
Il CNSU, inoltre, elegge tra i suoi membri otto rappresentanti nel Consiglio Universitario Nazionale (CUN). Il CUN è l’organo di rappresentanza dell’intero sistema universitario che svolge funzioni di coordinamento e di consultazione.
Il C.N.S.U. è composto da ventotto componenti eletti dagli studenti iscritti ai corsi di laurea e di laurea specialistica, da un componente eletto dagli iscritti ai corsi di specializzazione e da un componente eletto dagli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca. I componenti sono nominati con decreto del Ministro, durano in carica due anni e sono rieleggibili. Il C.N.S.U. elegge nel proprio seno il Presidente e tre membri che compongono l’Ufficio di Presidenza.
È importante sapere che il C.N.S.U. riveste, nonostante disfunzioni interne che ne impediscono un efficiente funzionamento, un compito forte per la difesa dei diritti, troppo spesso infranti, degli studenti universitari.
PERCHE’ MI CANDIDO
Mi chiamo Matteo Bianchi, ho 24 anni e sono rappresentante degli Studenti presso la Facoltà di Giurisprudenza di Genova.
Mi sono candidato al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari perché credo in università dalla parte di chi studia: un’università pubblica, laica, libera dall’influenza dei potentati e delle lobby, aperta alla società e al territorio, accessibile a tutti e a tutte senza discriminazioni di censo e di cittadinanza.
Un’università che valorizzi le diversità di cultura e di opinione ricercando la contaminazione interdisciplinare tra sapere scientifico e sapere umanistico contro la frammentazione imposta da logiche di gestione mercantili.
Un’università che promuova la cultura della legalità e dei diritti mettendo al primo posto la trasparenza nella gestione delle risorse, tramite un’informazione costante su entrate, uscite e bilanci.
Un’università ricca di risorse e di talenti, capace di reagire con vigore alla mortificazione del sistema universitario, attuata a colpi di scure dalla Gelmini, da Tremonti e dal governo Berlusconi.
In particolare il nostro Ateneo sta affrontando un periodo di difficoltà: gli studenti hanno già fatto la loro parte in passato, accettando di caricare anche sulle loro spalle il peso del deficit accumulato negli anni scorsi.
Ora é tempo di richiedere vecchi diritti e nuovi servizi, costruendo un processo virtuoso che valorizzi gli studenti come risorsa fondamentale per lo sviluppo della nostra regione.
Vogliamo un’Ateneo realmente democratico dove vengano ampliate la capacità d’azione e la consistenza della rappresentanza studentesca a ogni livello decisionale.
Vogliamo un’Ateneo equo che dia respiro alle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica: è necessaria una riforma della tassazione, collegata alla riforma della governance, per ridistribuire il carico fiscale su un numero maggiore di fasce reddituali. Inoltre chiediamo che la seconda rata sia rateizzabile in due tranche per permettere di dilazionare una spesa altrimenti gravosa per molti.
Vogliamo finalmente godere di servizi all’altezza delle migliori università italiane ed europee: chiediamo di ampliare l’orario delle biblioteche in tutte le facoltà; di ampliare gli spazi sociali a disposizione degli iscritti e di potenziare la fruizione di quelli già esistenti; di garantire una corretta e rigorosa ripartizione dei fondi per le attività culturali autogestite; di costruire isole WI-FI nelle facoltà che attualmente ne sono sprovviste.
Ci rivolgiamo anche alle istituzioni locali perché permettano a tutti gli studenti, in particolare fuori sede, di vivere in condizioni non proibitive. Il Comune e la Regione devono intervenire per restituire agli universitari l’accesso alla cultura, la possibilità di usare i mezzi pubblici a tariffe agevolate, la disponibilità di alloggi decenti con contratti d’affitto regolari.







